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Nell'Unione Europea il
gioco d'azzardo
non è regolamentato (nel
senso che non esiste una
legge europea che ne
dichiari la legalità o
viceversa l'illegalità). In
un simile scenario dagli
accordi sottoscritti tra i
membri dell'Unione ne deriva
che in ogni Stato dell'UE si
applicano le norme più
favorevoli, le quali
permettono la gestione dei
casinò online e consentono
ai cittadini di giocare in
tali casinò.
Vi sono d'altra parte alcuni
paesi come il Regno Unito
che hanno regolamentato da
anni il
gioco d'azzardo;
nel Regno Unito una legge
chiamata "Gambling bill"
regola vari aspetti del
gioco d'azzardo, tra cui la
gestione e la promozione dei
casinò online. In
Inghilterra il gioco
d'azzardo non è considerata
solo un'attività legale ma
anche una vera e propria
abitudine per molte persone
(è nota infatti l'abitudine
di molti inglesi a
scommettere su tutto).
Moltissime società che
gestiscono i casinò online
hanno sedi offshore,
ossia in quegli stati che
permettono la gestione di
tali attività senza imporre
controlli e con un regime
fiscale molto favorevole.
Viceversa i grandi casinò
che operano in Europa hanno
regolari licenze emesse da
Stati dell'Unione (tra cui
il Regno Unito, Malta,
Slovacchia, Spagna,
Gibilterra).
I casinò online ad oggi
operanti sul web dovrebbero
possedere regolari licenze
d'esercizio ed essere
sottoposti al controllo di
organizzazioni no-profit
internazionali che hanno
appunto il compito di
garantire ai giocatori la
serietà nelle giocate, nella
gestione e nel pagamento
delle vincite. È sempre
presente tuttavia la
possibilità di irregolarità
o di vere e proprie truffe,
tenuto conto della facilità
con cui è possibile, in
poche ore, aprire e chiudere
un sito web fornendo false
generalità.
Tuttavia a tal proposito è
bene ricordare che le
società che concedono in
affitto i software per la
gestione dei casinò online (
le due più grandi sono la
Microgaming e la Playtech, a
livello europeo spiccano
Bossmedia e WorldMatch )
sono sottoposte a controlli
da parte delle autorità di
garanzia e ciò garantisce la
totale assenza di trucchi o
brogli da parte loro. Nella
ventennale storia dei casinò
online si sono verificati
solo 8 casi di truffe a
danno degli utenti e i
casinò truffaldini sono
stati prontamente denunciati
dalla Online Gaming Alliance
e sottoposti a sequesto, poi
successivamente chiusi
definitivamente.
Il settore del
gioco d'azzardo
è estremamente redditizio ed
è interesse delle società
coinvolte e degli organi di
controllo far si che gli
operatori si comportino
onestamente. Il rischio è di
distruggere un settore che
crea posti di lavoro e
ricchezza per migliaia di
famiglie ( soprattutto per
le comunità delle piccole
isolette caraibiche e del
sud est asiatico ) proprio
come accadde con i dialer in
Italia nel 2002.
La gestione di un casinò
online è vincolata a pochi
semplici adempimenti:
creare la società che
gestirà il casinò (simili
società si possono aprire in
Stati come Panama o
Gibilterra o le Isole
Vergini per poco meno di €
2.000)
acquisire una licenza ( il
cui costo varia molto da
stato a stato, si parla di
decine di migliaia di euro )
affittare (oppure sviluppare
ed implementare)il software
di gestione del casinò da
società specializzate (come
la GFED Games,
Grand Virtual
Games,
Microgaming o la
Playtech)
investire in attività di
marketing online, spesso
rivolgendosi a società
specializzate nella gestione
di programmi di affiliazione.
Come si può notare, l'unico
costo fisso rilevante è
quello della licenza, che
peraltro è facilmente
ammortizzabile vista
l'elevata redditività dei
casinò online. Tuttavia non
bisogna trascurare gli
elevati investimenti
variabili che vanno
effettuati nell'attività di
marketing online quali, ad
esempio, l'acquisto di spazi
pubblicitari, campagne
email, forum, ecc.
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Nella finanziaria 2006 il
governo italiano ha varato
una norma atta a bloccare
l'accesso da parte degli
utenti italiani a tutti i
siti web che danno la
possibilità di giocare ai
casinò online. Tale
normativa, messa in atto
dall'Amministrazione
autonoma dei Monopoli di
Stato, prevede l'adeguamento
da parte dei provider di
connettività internet
italiani (ISP), pena una
multa fino a 180.000 € degli
strumenti adatti al blocco
dell'accesso da parte di
utenti italiani a tali siti
web. Il governo e il
parlamento hanno
giustificato tale
provvedimento con la
necessità di proteggere gli
utenti dalle crescenti
truffe che avvengono nei
casinò online. Tuttavia gli
organi di controllo, primo
fra tutti l'ECOGRA, hanno
quantificato solo in una
decina di casi il numero di
truffe dal 1995 ad oggi. Le
società coinvolte e le
associazioni EBA e RGA hanno
deferito l'Italia alla Corte
di giustizia Europea per la
violazione delle norme
comunitarie sul libero
mercato.
Alcune delle società hanno
proposto una sorta di
mediazione, ossia richiedere
una licenza ad operare in
Italia (cosa che le
renderebbe di fatto
concessionarie dei Monopoli
di Stato). Tuttavia su può
leggere sul sito dell'AAMS
tale affermazione: "Si fa
presente che la
regolamentazione del gioco
in Italia distingue in
maniera univoca i giochi non
consentiti (ad es. quelli di
azzardo come il poker, la
roulette, le chemin de fer,…)
da quelli consentiti."
Ciò indicherebbe che i
tipici giochi di casinò
(poker, roulette, blackjack)
sono dichiarati illegali e
quindi nessun tipo di
licenza può esistere per
essi. Lasciando da parte il
fatto che altri tipi di
giochi legali come il
Superenalotto sono molto più
d'azzardo della roulette (la
probabilità di vincita al
Superenalotto è di 1 su 531
miliardi), secondo una certa
interpretazione nemmeno i
casinò Municipali (come
Venezia e SanRemo) sarebbero
autorizzati a gestire
roulette, poker e slot
machine. Andrebbe quindi
chiarito con quale autorità
tali giochi (dichiarati
esplicitamente illegali dai
Monopoli) sono invece
presenti in tutti i casinò
italiani.
Tale situazione è stata più
volte ribadita dinanzi alla
Corte Europea che, in due
sentenze (nel 2001 e 2003),
ha dichiarato illecite le
manovre dell'Italia atte a
garantire (in violazione
degli accordi di Schengen)
il monopolio sul gioco e le
scommesse. Tale situazione,
unita al blocco coatto (contrario,
secondo l'interpretazione
corrente, ai diritti
costituzionalmente garantiti)
porrebbero lo Stato italiano
in una situazione ambigua e,
secondo alcuni, lesiva degli
stessi principi di libertà
economica che egli stesso ha
ratificato con gli accordi
di Maastricht e Schengen.
Oltre alle sentenze della
Corte Europea, vi sono
ulteriori sentenze emanate
dal WTO (l'Organizzazione
Mondiale per il Commercio)
che ha diffidato gli USA (nella
causa che vide la Repubblica
di Antigua contro gli USA)
dall'applicare norme atte
alla limitazione della
libertà dei suoi cittadini
di scommettere online. |